Tra le prime fonti a riportare la notizia addirittura si è scomodato il Wall Street Journal, semplicemente perché oramai queste decisioni hanno un diretto impatto sulla possibilità o meno di monetizzare la pubblicità, prima ancora che di carattere tecnologico.
Non solo, Google non sarebbe nemmeno da sola a portare avanti l’idea di integrare un ad blocker nel proprio browser (c’è anche Microsoft).
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| Pubblicità banner offensivi: Google e AD blocker lanciano la sfida |
E se al momento non si conoscono i dettagli di questa caratteristica (implementazione, tecnologia, possibilità di gestione più o meno granulare), si sa però che dovrebbe riguardare tutte le versioni del browser, che probabilmente verrà presentata all’evento I/O 2017 e addirittura che Google potrebbe decidere di bloccare tutte le inserzioni da fonti che mostrano contenuti pubblicitari o banner offensivi.Quali siano i contenuti di questo tipo lo decide Coalition for Better Ads, con cui Google sta collaborando attivamente (lo fanno anche Microsoft e Facebook, chiaro).
Non solo, Google è il gigante di cui si parla di più, ma non poche fonti sul Web assicurano che il confronto sugli ad-blocker integrati nei browser siano una possibilità allo studio anche di Microsoft con Edge e di Facebook.
Si tratterebbe non di un sistema per il blocco completo degli ads, ma solo di quelli che vìolano appunto i dettami della Coalition (autoriproduzione video e audio, pop up, annunci troppo persistenti).Leggi articolo originale


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