Fonte - Quattroruote - La Volkswagen è già al lavoro sulla nuova generazione della Golf, ma al posto dei classici test sui muletti coperti da camuffature, i primi collaudi si stanno svolgendo in un ambiente chiuso e protetto.
Parliamo del Virtual Engineering Lab di Wolfsburg, dove i tecnici sono già in grado di provare virtualmente la nuova vettura.
La Volkswagen ha scelto questo nuovo metodo per velocizzare lo sviluppo e mettere a punto un gran numero di dettagli ancora prima di allestire i primi prototipi.
I tecnici sono in grado di accomodarsi nell’abitacolo e verificare l’ergonomia dei comandi e la funzionalità dei sistemi di bordo, ma nell’ambiente è persino possibile replicare un paesaggio virtuale.
Attraverso gli occhiali speciali gli ingegneri possono poi visualizzare anche dati aggiuntivi, come per esempio i flussi d’aria provenienti dalle bocchette di aerazione.
La possibilità di simulare tutti i componenti del veicolo rappresenta un vantaggio enorme in termini di costi:
oltre a ridurre il numero di prototipi fisici, questo approccio permette a tutti i team di lavoro d’intervenire in contemporanea sul progetto, inviando i dati al motore grafico.
Quello del Virtual Engineering Lab è solo il primo passo verso la digitalizzazione dello sviluppo:
la Volkswagen ha infatti lanciato una ricerca in collaborazione con la Stanford University per la realizzazione di un sistema capace di fornire un feedback tattile per poter toccare virtualmente la carrozzeria e gli interni dei prototipi virtuali.
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